Psicologa · Torino

Uno spazio di ascolto per ritrovare il tuo equilibrio

Sono la Dott.ssa Valeria Postorino, psicologa e psicoterapeuta in formazione a orientamento adleriano. Ti accompagno, senza giudizio, a comprendere meglio ciò che stai vivendo e a riconoscere le tue risorse.

Dott.ssa Valeria Postorino Bambini, adolescenti e adulti

Come posso aiutarti

Ogni difficoltà merita ascolto

Mi rivolgo a bambini, adolescenti e adulti. Ci sono momenti in cui ciò che viviamo diventa troppo pesante da gestire da soli: queste sono alcune delle situazioni che possiamo affrontare insieme.

  • Ansia e stress

    Preoccupazioni costanti, tensione, attacchi di panico o la sensazione di non riuscire mai a “staccare”.

  • Umore e difficoltà emotive

    Tristezza, apatia, irritabilità o emozioni intense che è difficile riconoscere e gestire.

  • Autostima e crescita personale

    Insicurezza, autocritica, difficoltà a riconoscere il proprio valore e a fare scelte per sé.

  • Relazioni e affetti

    Conflitti di coppia o in famiglia, solitudine, fatica nel creare o mantenere legami significativi.

  • Cambiamenti di vita

    Trasferimenti, separazioni, lutti, nuove fasi della vita che mettono alla prova il nostro equilibrio.

  • Scuola, studio e lavoro

    Difficoltà scolastiche, blocchi nello studio, burnout o insoddisfazione professionale.

Il mio approccio

Ogni persona è unica e in continuo cambiamento

Sono Psicologa e Psicoterapeuta in formazione presso la Scuola Adleriana di Psicoterapia di Torino (SAP), dove mi sto specializzando secondo il modello della Psicologia Individuale di Alfred Adler.

Il mio modo di lavorare parte da una convinzione per me fondamentale:

Al centro c’è la persona, non il sintomo.

L’approccio adleriano considera l’individuo nella sua globalità, integrando la sua storia, il modo in cui interpreta se stesso e il mondo, le relazioni, le esperienze vissute e il contesto in cui è inserito.

Per questo considero la relazione il punto di partenza del percorso psicologico: uno spazio costruito insieme, nel quale sentirsi ascoltati, accolti e liberi di portare ciò che si sta vivendo, senza giudizio.

Attraverso il dialogo e la collaborazione, il percorso può aiutare a comprendere meglio il proprio modo di stare al mondo, dare significato alle proprie esperienze e riconoscere risorse e nuove possibilità.

Ogni percorso nasce quindi dalla persona, dalla sua storia e dai suoi specifici bisogni, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza di sé e un modo di vivere più autentico e rispettoso dei propri bisogni.


Chiedere aiuto non è un segno di debolezza: è un gesto di cura verso sé stessi.

Il percorso

Come iniziare, passo dopo passo

Il primo passo è spesso il più difficile. Ecco cosa succede quando decidi di contattarmi.

  1. Il primo contatto

    Mi chiami o mi scrivi un'email: ci sentiamo brevemente e fissiamo insieme il primo appuntamento.

  2. Il colloquio conoscitivo

    Mi racconti cosa ti ha portato da me. Insieme mettiamo a fuoco i tuoi bisogni e valutiamo se e come proseguire.

  3. Il percorso insieme

    Definiamo obiettivi, tempi e frequenza degli incontri, in base alla situazione e alle specifiche esigenze della persona, costruendo insieme la direzione del percorso.

Strumenti dello psicologo

Il colloquio e i test psicodiagnostici

Nella sua attività lo Psicologo utilizza degli strumenti di lavoro caratteristici della sua professione, in particolare il colloquio e i test psicodiagnostici, necessari per approfondire la conoscenza del mondo interno del cliente laddove i soli colloqui non consentono di farlo.

Tutti i percorsi psicologici si avviano con una valutazione iniziale della richiesta del cliente e delle sue problematiche, questa è una fase fondamentale del lavoro che necessita di una serie di incontri più strettamente conoscitivi (indicativamente 5-6 colloqui).

La valutazione psicodiagnostica

Conoscere prima di intervenire

Ogni percorso psicologico nasce dalla necessità di comprendere chi abbiamo davanti, cosa sta vivendo e quale significato assume per quella persona ciò che sta accadendo.

Per questo, integro il colloquio clinico con una valutazione psicodiagnostica strutturata, che rappresenta una parte del mio metodo di lavoro.

La diagnosi, infatti, non coincide con un'etichetta e non si esaurisce nel risultato di un test. È un processo di conoscenza che permette di raccogliere, organizzare e mettere in relazione informazioni differenti, costruendo una lettura complessiva e individualizzata della persona.

Un metodo che integra più livelli

La valutazione prende avvio dall'ascolto della domanda e dalla ricostruzione della storia personale. Attraverso i colloqui esploriamo ciò che sta accadendo nel presente, le esperienze significative, le relazioni, le modalità con cui la persona affronta le difficoltà e il modo in cui interpreta se stessa e il proprio ambiente.

A questo lavoro possono affiancarsi strumenti psicodiagnostici standardizzati, scelti in funzione del quesito clinico e delle caratteristiche della persona.

L'utilizzo degli strumenti consente di approfondire, in modo sistematico, aspetti del funzionamento psicologico che possono non emergere pienamente attraverso il solo colloquio.

Gli strumenti psicodiagnostici

I test non vengono somministrati in modo automatico o secondo una batteria prestabilita.

Ogni strumento ha una funzione specifica e viene scelto sulla base delle domande che orientano la valutazione.

A seconda della situazione, la valutazione può permettere di approfondire aspetti quali:

  • il funzionamento della personalità;
  • le modalità di gestione delle emozioni;
  • l'area dell'ansia e dell'umore;
  • le modalità relazionali;
  • le strategie utilizzate per affrontare le difficoltà;
  • le risorse personali e le aree di maggiore vulnerabilità;
  • alcuni aspetti cognitivi e del funzionamento neuropsicologico, quando pertinenti;
  • la presenza e la rilevanza di specifici sintomi o condizioni psicologiche.

Gli strumenti vengono utilizzati secondo criteri professionali e interpretati all'interno del contesto clinico, mai isolatamente.

Dal dato alla comprensione

Un risultato psicodiagnostico ha valore quando riesce a diventare comprensione clinica.

Per questo, i dati raccolti attraverso i test vengono messi in relazione con ciò che emerge dai colloqui e con la storia individuale. Le diverse informazioni vengono così integrate per costruire un quadro il più possibile coerente e rispettoso della complessità della persona.

La diagnosi diventa quindi uno strumento per rispondere a domande importanti:

  • Cosa sta accadendo?
  • Come si è costruito questo modo di affrontare la propria esperienza?
  • Quali sono le difficoltà che oggi chiedono attenzione?
  • Quali risorse possono essere attivate?
  • Quale tipo di intervento può essere maggiormente indicato?
Una diagnosi che orienta il percorso

La valutazione psicodiagnostica non rappresenta necessariamente un punto di arrivo. Può diventare, al contrario, un punto di partenza più consapevole.

Al termine del percorso valutativo, condivido con la persona quanto emerso, restituendo i risultati in un linguaggio comprensibile e mettendoli in relazione con la domanda iniziale.

L'obiettivo è arrivare a una comprensione sufficientemente chiara della situazione da poter definire, insieme, la direzione del successivo lavoro psicologico.

Quando indicato, la valutazione può inoltre contribuire a orientare verso un diverso tipo di intervento o verso ulteriori approfondimenti specialistici.

Ritratto della Dott.ssa Valeria Postorino

Chi sono

Sono la dottoressa Valeria Postorino

Psicologa e psicoterapeuta in formazione a orientamento adleriano, mi rivolgo a bambini, adolescenti e adulti. Ricevo a Torino, in Via Bottego 10.

  • Laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Enna “Kore”
  • Laurea magistrale in Psicologia clinica presso l’Università degli Studi di Palermo
  • Iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Siciliana, n. 12274
  • Psicoterapeuta in formazione presso la Scuola Adleriana di Psicoterapia di Torino (SAP)
Fissa un primo colloquio

Domande frequenti

Hai qualche dubbio?

Qui trovi le risposte alle domande più comuni. Per qualsiasi altra curiosità puoi scrivermi o chiamarmi.

Quando può essere utile rivolgersi a una psicologa?

Rivolgersi a una psicologa può essere utile quando si attraversa un periodo di difficoltà, cambiamento o particolare stress, quando qualcosa nella propria vita non sembra più funzionare come prima o si avverte un disagio difficile da comprendere e gestire da soli. Può riguardare sé stessi, le relazioni, il lavoro o altre aree della propria vita. Non è però necessario che ci sia una problematica specifica. Un percorso psicologico può essere uno spazio dedicato a sé e al proprio benessere a 360 gradi, per fermarsi, ascoltarsi, conoscersi più a fondo e sviluppare maggiore consapevolezza. Anche il desiderio di stare meglio con sé stessi e lavorare sulla propria crescita personale può essere un valido motivo per iniziare un percorso.

Come si svolge il primo colloquio?

Il primo colloquio è un momento di conoscenza reciproca, in cui si parla di ciò che ha portato a chiedere un supporto psicologico e si inizia a condividere la propria esperienza. Vengono inoltre concordate insieme le modalità del percorso, come la frequenza degli incontri e le modalità di comunicazione, e viene acquisito il consenso informato. È il primo passo per conoscersi e porre le basi di un percorso costruito insieme.

Come funziona il lavoro con bambini e adolescenti?

Il lavoro con bambini e adolescenti tiene conto dell’età, delle caratteristiche individuali e delle specifiche esigenze di ciascuno. Trattandosi di minori, il percorso prevede il coinvolgimento dei genitori, attraverso momenti di confronto e restituzione che vengono concordati in relazione alle necessità del percorso.

Con i bambini, il gioco rappresenta uno strumento fondamentale di conoscenza e di relazione: attraverso il gioco è possibile entrare nel loro mondo, comprendere il loro modo di esprimersi e dare spazio a emozioni, pensieri ed esperienze che non sempre riescono a essere raccontati attraverso le parole.

Con gli adolescenti, invece, viene valorizzato maggiormente il dialogo e lo spazio di ascolto personale, costruendo una relazione basata sull’accoglienza, sulla fiducia e sul rispetto della loro individualità, mantenendo al contempo il necessario coinvolgimento dei genitori.

Quanto dura un colloquio e con quale frequenza si svolge?

Ogni incontro ha una durata di circa 60 minuti. La frequenza delle sedute viene definita insieme, in relazione alle esigenze della persona e agli obiettivi del percorso. Generalmente, gli incontri si svolgono con cadenza settimanale, così da garantire continuità e uno spazio di lavoro stabile nel tempo.

Qual è il costo di un colloquio?

Il costo del colloquio viene comunicato al momento del primo contatto e comprende la prestazione psicologica e il tempo dedicato all’incontro. Per maggiori informazioni è possibile contattarmi direttamente.

Nota: Le spese sostenute per il supporto psicologico rientrano tra le spese sanitarie e sono quindi detraibili ai fini fiscali.

Le tariffe indicate non comprendono il contributo integrativo ENPAP (2%) che verrà applicato in fattura secondo quanto previsto dalla normativa.

È possibile fare i colloqui online?

Sì, è possibile svolgere i colloqui anche online, qualora specifiche esigenze personali o organizzative lo rendano necessario. Quando possibile, si predilige tuttavia l’incontro in presenza, ritenendolo una modalità particolarmente favorevole alla costruzione e alla continuità degli incontri.

Contatti

Fai il primo passo

Per informazioni o per fissare un primo colloquio puoi chiamarmi o scrivermi un'email. Se non riesco a risponderti subito, ti ricontatto il prima possibile.

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