Queste parole esprimono bene uno dei principi che sento più vicini alla mia formazione: ogni persona merita di essere considerata nella propria unicità, senza essere definita soltanto da una difficoltà, da un momento di crisi o da un sintomo.
Lo sguardo della Psicologia Individuale Adleriana
La Psicologia Individuale, sviluppata da Alfred Adler, propone una visione dell’individuo come persona unitaria e inserita nel proprio contesto di vita.
Il modo in cui pensiamo, sentiamo e ci comportiamo non può essere completamente separato dalla nostra storia, dalle esperienze che abbiamo attraversato, dalle relazioni significative e dall’ambiente nel quale siamo cresciuti e viviamo.
Adler pone particolare attenzione al modo personale con cui ciascuno interpreta la propria realtà e costruisce il proprio modo di stare nel mondo. Questo insieme di modalità viene definito stile di vita: una sorta di filo conduttore attraverso cui la persona guarda a se stessa, agli altri e alle situazioni che incontra.
Conoscere il proprio stile di vita significa quindi poter osservare più consapevolmente alcuni dei propri modi abituali di pensare, sentire e affrontare le difficoltà.
La persona non è il suo sintomo
In questa prospettiva, una difficoltà psicologica non viene considerata come qualcosa che esaurisce la persona.
Il sintomo, la sofferenza o il momento di crisi rappresentano una parte dell’esperienza, che può essere compresa all’interno di una storia più ampia.
Chiedersi “che cosa sta vivendo questa persona?”, “che significato ha per lei ciò che sta accadendo?” e “come si colloca questa difficoltà nella sua storia?” permette di mantenere lo sguardo rivolto alla persona nella sua complessità.
Questo significa anche riconoscere che, accanto alle difficoltà, esistono risorse, possibilità e capacità di cambiamento.
L’importanza delle relazioni e del senso di appartenenza
Un altro elemento centrale del pensiero adleriano è il sentimento sociale, legato al bisogno umano di sentirsi parte di qualcosa e di vivere una dimensione di appartenenza e reciprocità con gli altri.
Siamo persone immerse continuamente in relazioni: familiari, affettive, amicali, professionali e sociali. Il modo in cui viviamo queste relazioni e il posto che sentiamo di occupare all’interno del mondo contribuiscono alla costruzione della nostra esperienza personale.
Per questo, comprendere una persona significa anche considerare il suo modo di stare con gli altri e nel mondo.
Comprendere la propria storia per aprire nuove possibilità
La prospettiva adleriana guarda alla persona non soltanto per ciò che è stata, ma anche per ciò che può diventare.
Il passato contribuisce a costruire il nostro modo di essere, ma non determina necessariamente il nostro futuro. Acquisire maggiore consapevolezza della propria storia, dei propri schemi e delle proprie modalità di affrontare le situazioni può permettere di guardare a se stessi da prospettive nuove.
Il cambiamento può partire anche da piccoli passi: comprendere ciò che si prova, riconoscere i propri bisogni, dare significato alle proprie esperienze e riscoprire risorse che magari erano rimaste in secondo piano.